Associazione Turistica e Culturale per promuovere il territorio i beni materiali e immateriali di Siculiana provincia di Agrigento
Relazione 3° corso di formazione generale
Relazione di Salvo Cafumo Calogero
Oggi sabato 8 Marzo l’ufficio informazione della pro loco di Siculiana è rimasto chiuso perché noi volontari del Servizio Civile siamo stati insieme a tutti gli altri volontari delle proloco delle provincie di Agrigento, Caltanisetta, Palermo e Trapani siamo stati a Caltabellotta per il 3° corso di formazione generale.
Arrivati in questa splendida città una delle più antiche della Sicilia,che è adagiata su Kratas,un lembo meridionale dei Monti Sicani; siamo stati accolti benissimo dall’Amministrazione Comunale offrendoci una graditissima colazione nei bar del paese. Ben rifocillati siamo andati al Convento Batia , abbiamo fatto l'accredito e verso le 09:30 prima di iniziare il corso, la proloco di Caltabellotta a omaggiato le donne con un mazzetto di mimosa essendo la festa della donna.
Iniziando abbiamo parlato dei beni culturali e dei volontari SNC dopo un'accurata relazione ci hanno dato dei questionari da compilare finito e avendoli consegnati siamo andati a pranzare.
Verso 15:00 abbiamo iniziato la seconda parte del corso parlando della ricerca sociale, la comunicazione ed orientamento finita la spiegazione abbiamo compilato i relativi questionari.
Per me e i miei colleghi è stata una splendida esperienza perché ci ha fatto crescere e ci ha fatto conoscere una bellissima città che andrò a visitare, più attentamente per la sua ricchezza di beni culturali e importanza storica per la Sicilia tutta. Fu firmato il trattato di pace concludendo la Rivoluzione dei Vespri Siciliani.
“Scoppiata la Rivoluzione del Vespro (31 marzo 1282), Caltabellotta seguì l’esempio dei palermitani. La guerra tra Angioini ed Aragonesi si concluse il 29 agosto 1302 con il trattato di pace che venne firmato a Caltabellotta e Federico III d’Aragona, venuto in soccorso dei Siciliani, divenne re di Sicilia col titolo di FedericoII. (http://www.caltabellotta.com/storia.asp)
Nota del Presidente Alphonse Doria:
Vorrei precisare che Federico III non è “d’Aragona” bensì di Sicilia in quanto il 15 gennaio del 1296 il Parlamento Siciliano con decisione rivoluzionaria, perché tutti i sovrani in Europa erano per grazia di Dio, considerò decaduto dalla carica Giacomo II ed elesse il fratello Federico con il titolo “Fridericus III gratia rex Siciliae, ducatus Apuliae et principatus Capuae”. Il 25 marzo dello stesso anno venne incoronato nella Cattedrale di Palermo con il Popolo Siciliano esultante. Proprio questo evento scatenò una aggressione europea contro la Sicilia libera di re Federico III ( il professore Corrado Mirto scrive: “quasi una crociata”!). La coalizione era formata: regno angioino di Napoli, guelfi italiani, regno di Francia e regno d’Aragona. Sotto la regia e l’incitamento di papa Bonifacio VIII. Questa guerra impari fu combattuta dal Popolo Siciliano e dal suo re con dignità, orgoglio e soprattutto onore. In questo trattato la Sicilia conservò la sua indipendenza. Gli Angioini dovevano tornare a morte avvenuta di re Federico III, si trovò una formula per salvare la faccia a Carlo II con promesse insostenibili da parte del re di Napoli. Un trattato che il Parlamento Siciliano non ha mai ratificato pertanto non valido per il Popolo Siciliano e nessun valore legale intrinseco, anche perché Federico III di Sicilia non ha trovato il tempo o la volontà politica a richiedere tale ratifica. Nel documento del 31 agosto 1302 che annullava l’ordine precedente di mobilitazione e non inviare le truppe richieste perché era stato firmato il trattato scrisse: “habemus insulam Siciliae et rex Siciliae remanemus”! Pertanto pregherei gli amici di Caltabellotta di non negare la storia di Sicilia e dare la giusta evidenza.
